| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Liliopsida |
| Ordine | Asparagales |
| Famiglia | Orchidaceae |
| Sottofamiglia | Epidendroideae |
| Genere | Dimorphorchis |
Tre grandi epifite monopodiali del Borneo che danno il nome al genere: sulla stessa pianta i fiori sono di due tipi, alcuni giallo e rossi e altri screziati, riuniti in lunghi e pesanti racemi ricadenti. Sono affini ad Arachnis.
Molta luce, come per una Cattleya: qualche ora di sole al mattino o nel tardo pomeriggio, con una leggera ombreggiatura a mezzogiorno d'estate.
Non deve mai asciugare: non ha pseudobulbi di riserva. Bagnare appena la superficie del substrato inizia ad asciugare; le piante montate vanno bagnate ogni giorno, due volte quando fa caldo. Usare acqua piovana o comunque povera di sali.
Cestino a doghe o vaso basso a rete con sfagno o bark fine e muschio: i fiori crescono verso il basso ed escono dal fondo e dai lati.
Da serra calda: 22–32 °C di giorno e 18–22 °C di notte, mai sotto i 15 °C circa. Umidità 60–80%.
Concimare quasi a ogni annaffiatura (metà dose) dalla primavera a fine estate, mentre crescono i nuovi getti, poi sospendere in autunno.
Togliere solo foglie secche e steli sfioriti. Dividere o rinvasare alla ripresa vegetativa, lasciando cespi di più getti.