| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Liliopsida |
| Ordine | Asparagales |
| Famiglia | Orchidaceae |
| Sottofamiglia | Epidendroideae |
| Genere | Grammatophyllum |
Una dozzina di orchidee giganti dell'Asia tropicale e del Pacifico. Grammatophyllum speciosum, l'orchidea tigre, forma ceppi che possono superare la tonnellata, con canne alte 3 m o più e racemi di centinaia di grandi fiori gialli macchiati di bruno-rosso. Le specie più piccole, come G. scriptum, si coltivano da collezione.
Molta luce, come per una Cattleya: qualche ora di sole al mattino o nel tardo pomeriggio, con una leggera ombreggiatura a mezzogiorno d'estate.
Mantenere il substrato uniformemente umido tutto l'anno, bagnando quando sta per asciugare. In inverno un po' meno, senza mai far raggrinzire gli pseudobulbi.
Bark medio, da solo o con un po' di perlite, in un vaso appena sufficiente per le radici. Rinvasare ogni 2–3 anni alla ripresa delle radici.
Da serra calda: 22–32 °C di giorno e 18–22 °C di notte, mai sotto i 15 °C circa. Umidità 60–80%.
Concimare quasi a ogni annaffiatura (metà dose) dalla primavera a fine estate, mentre crescono i nuovi getti, poi sospendere in autunno.
Togliere solo foglie secche e steli sfioriti. Dividere o rinvasare alla ripresa vegetativa, lasciando cespi di più getti.